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Teatro Tangram: ... MA SONO MILLE PAPAVERI ROSSI

Gentili ospiti, Care amiche e cari amici rotariani e rotaractiani,
la nostra ruota annuale ha già compiuto mezzo giro, siamo giunti alla Cena
natalizia e come da consuetudine, desidero porgere a tutti i più cari auguri da parte mia e di mia moglie.

Viviamo in un periodo storico in cui la fiducia nella nostra società è bassa.

La mancanza di movimenti costruttivi si rispecchia nei titoli dei giornali che vivono
sulla litigiosità degli attori e inviano sogni impossibili di politici populisti. Non
trasmettono segnali concreti, decisioni, e non danno l’impressione che
qualcuno stia costruendo qualcosa nella casa comune. E’ chiaro per chiunque che
non potremo tornare al passato. Tra dieci-venti anni lo sviluppo economico
dell’Asia e dell’Africa avrà portato la ricchezza in altre parti del mondo. Noi
dobbiamo attivarci a cambiare per vivere, in modo diverso, una vita
migliore di oggi. Il rapporto Censis pubblicato qualche giorno fa ha
rilevato che la metà della popolazione italiana aspetta l’uomo forte al
potere.


Che ruolo può giocare il movimento rotariano in questo contesto?
E’ interessante andare a vedere lo scopo del Rotary che come primo punto mette:
- Sviluppare relazioni amichevoli fra i propri soci come opportunità per
servire l’interesse generale.
Il servizio e l'amicizia, o almeno il loro riferimento ideale, sono i pilastri e la
stessa ragione d'essere del Rotary. Sono valori che si sostengono e si
alimentano a vicenda, perché il servizio rappresenta la concretezza con cui si
esprimere la responsabilità sociale e l'amicizia si costruisce con la volontà di
una convivenza buona e generosa.
L'idea di Paul Harris era che un gruppo di persone di diverse professioni si
incontrasse regolarmente all'insegna dell'amicizia, per trascorrere qualche ora
in compagnia e, nello stesso tempo, scambiarsi conoscenze professionali. Dalla
discussione di quattro amici nacque l'idea di un club i cui soci sarebbero stati
limitati ad un rappresentante per ciascuna professione o ramo di affari.
Le riunioni si sarebbero svolte ogni settimana, a turno, presso l'ufficio di ciascun
socio. La rotazione delle riunioni venne stabilita con il preciso intento di far
conoscere a ognuno l’attività degli altri. Donde il nome "Rotary" subito adottato.


Noi abbiamo una sede fissa per i nostri incontri e non tutti i nostri soci possano
ospitare gli altri per mancanza di spazio. Tuttavia nel nostro Club ci sono stati
degli esempi di inviti in casa oppure nel posto di lavoro anche negli ultimi anni.
Per me queste visite rappresentano un grande valore e invito i soci, se possibile,
ad organizzare questi incontri già nei prossimi mesi.
Quest’anno abbiamo iniziato con le relazioni di “7 minuti” in cui un socio
racconta di sé parlando di qualcosa che gli sta a cuore. Spero che i soci
sentano che questa attività rende più compatto il nostro Club creando quindi
amicizia tra i soci.

L'ideale del servire cominciò a prendere forma durante i primi anni del Rotary,
in particolare da quando il sig. Sheldon divenne socio del club di Chicago.
Egli era fermamente convinto che ogni professione dovesse essere considerata
come un mezzo per servire la società, e al primo congresso del Rotary propose il
motto “Trae maggior beneficio chi serve gli altri nel migliore dei modi”
L'anno successivo, un altro dei primi soci del Rotary, il sig. Collins, parlò ancora
dell'importanza del servire e lanciò l'idea di organizzare i club sulla base del
principio “Servizio per gli altri, non benefici personali”.
Credo che queste due anime siano un concetto vincente per il Rotary:
favorire da un lato l’amicizia e la conoscenza tra i soci sia a livello
personale sia nell’attività professionale e, dall’altro, usare questa amicizia e conoscenza per servire gli altri.
L’anno scorso i service sono stati centrati sul sociale nel nostro territorio,
quest’anno sono impostati da un lato per portare acqua fresca e migliorare i
servizi igienici di un villaggio del Madagascar e dall’altro a sviluppare a Torino
tecnologie a supporto di pazienti affetti della malattia di Parkinson.
Durante il passaggio delle consegne di giugno, avevo esposto uno degli obiettivi
per l’anno rotariano corrente: “sviluppare l’orientamento verso il futuro e in
particolare il futuro della nostra città e della nostra regione”.

In autunno abbiamo avuto relatori esterni che hanno portato la loro visione di quello che sta

succedendo nelle loro aziende. Nei mesi prossimi continua la realizzazione

dell’obiettivo con altri inviti per ragionare sui trend in atto della nostra società.

Il Natale rappresenta un messaggio positivo in un periodo buio. In Svezia
accendiamo una candela durante la cena della prima settimana di avvento, due
candele nella seconda settimana, tre nella terza e quattro nella quarta per
illuminare sempre di più la notte buia. Il tredici di dicembre arriva la santa
Lucia, la santa della luce, per svegliarci la mattina e poi finalmente arriva la
nascita di Gesù! Il Natale rappresenta la generosità e l’umanità nel dare ai
deboli e ai nostri cari e con questo attua il concetto rotariano dei service.
Alla fine vorrei concludere con una citazione di Paul Harris dal suo libro “La mia
strada verso il Rotary”:
“Uno dei modi attraverso cui il Rotary sviluppa l’individuo è quello di
preservare il ragazzo che c’è in lui. Nel profondo del cuore di ogni buon
uomo c’è sempre un ragazzo, un ragazzo che guarda la vita come a una
cosa meravigliosa, con occhi limpidi, senza pregiudizi o intolleranze, con
vero entusiasmo, pronto all’amicizia. E’ un triste giorno per un uomo
quando il ragazzo in lui muore. Fino a quando un uomo è in grado di
mantenere la sua mente elastica e il suo spirito aperto alle influenze degli
amici, non diventerà mai vecchio. Il Rotary incoraggia ed aiuta a
crescere tenendo vivo il ragazzo che c’è in noi”.


Buon Natale a Tutti!

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